Spazio Giovani 2015 articolo di Tiziana Chiamone

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Commissione Alpinismo Giovanile ...verso il 50° anno...

di Tiziana Chiamone

 

Stiamo galoppando (o meglio “scarpinando”) velocemente verso il 50° anno di attività della nostra Sezione nel campo dell'Alpinismo Giovanile! Ehm… forse in effetti sto correndo un po' troppo, dato che siamo solo al 41° Corso! Dovremo aspettare ancora qualche anno, ma il tempo passa in fretta quando ci si diverte.
38 è il numero dei ragazzi che quest’anno hanno partecipato al Corso d’Avvicinamento alla Montagna. Tra lezioni teoriche ed escursioni, i giovani aquilotti (così si chiamano gli allievi dell'Alpinismo Giovanile) imparano come comportarsi sui sentieri montani nel rispetto della loro sicurezza, del gruppo a cui appartengono e dell‟ambiente che li circonda. Quali sono le cose da fare e da non fare in montagna, quali sono le cose da portare e  dopo tutti i preparativi, quando siamo pronti alla partenza con i nostri scarponcini ai piedi, cosa ci dobbiamo aspettare e cosa potremo finalmente vedere e fare?L'escursione Intersezionale Est Monte Rosa del 4 maggio alla Madonna del Barro, in cui i giovani di diverse Sezioni (oltre le nostre di Baveno e Stresa) si sono incontrati, ha dato l'opportunità agli allievi di divertirsi con ponti tibetani, corde e carrucole, giochi che avvicinano ai materiali ed alle tecniche che poi utilizzeranno nel campo dell'alpinismo.
L'escursione ai Laghi di Antrona e Campliccioli del 18 maggio è invece stata l’occasione per vedere da vicino la relazione tra montagna, acqua e uomo. Un lago naturale il primo, un bacino artificiale il secondo, creato appositamente per la produzione di energia elettrica tramite uno sbarramento (diga) su un corso d‟acqua. Abbiamo incontrato anche alcuni dissesti idrogeologici, dati appunto dal rapporto tra acque (idro) e terre (geo): le frane. Pranzo all'Alpe Nuovo durante la tradizionale festa del 2 giugno
La tradizionale festa all'Alpe Nuovo Mottarone del 2 giugno ci ha accolti con una messa per la commemorazione dei nostri defunti sotto una leggera pioggerellina. Faceva un po' freddino, è vero, abbiamo pranzato all'aperto sotto un tendone, ma la compagnia degli amici, spezzatino, polenta e pasta al sugo ci hanno scaldato. Quando poi abbiamo iniziato a giocare al tiro alla fune (che credo stia ormai diventando una tradizione), chi ha sentito più il freddo?! 

8 giugno: una giornata calda e soleggiata! Beh, forse un po’ troppo calda, ogni piccolo sperone di roccia affacciato sull'ampia strada sterrata iniziale era una buona occasione per ripararsi e “prendere un po' d'ombra”. L‟ultimo tratto del percorso è stato invece un ripido e faticoso sentiero che ci ha condotto fin sulla vetta del Monte Zeda. E cosa abbiamo imparato? L'importanza di una buona scorta d'acqua quando si cammina sotto il sole! 
 Una giornata calda e soleggiata ha accompagnato i ragazzi al monte ZedaAll'alba della mattina del 22 giugno saliamo come zombie addormentati sul pullman e veniamo recapitati senza accorgercene in Val d'Aosta. Partendo dalla località di Pont Valsavarenche ci incamminiamo verso una bellissima mulattiera, ma quanto sembra infinito lo zigzagare sul tracciato fino al rifugio Vittorio Emanuele II, circondato da pietraie e lembi di neve, a quota 2735 m s.l.m. L'incontro con qualche marmotta ci distrae, ma è la vista del maestoso Gran Paradiso che ci ripaga.
Quest'anno siamo stati un po' più fortunati con il meteo rispetto all'anno precedente, anche se (ahimè!) a causa del maltempo, siamo comunque stati costretti a rinunciare all'escursione di due giorni che avrebbe dovuto aver luogo in Val Formazza, con meta Blindenhorn e pernottamento al rifugio Città di Busto. Abbiamo così recuperato il 7 settembre: con la complicità di giornate più miti abbiamo avuto modo di visitare ugualmente la Val Formazza e di raggiungere il Passo del Nefelgiù, a quota 2583 m s.l.m., dove si è sviluppata la più grande epidemia di fiacche ai piedi e sbucciature mai vista nella storia dell'Alpinismo
Giovanile.
Lezione di oggi? Cerotti sempre nello zaino.
Arrivederci all'anno prossimo!

I ragazzi devono preparare lo zaino in autonomia, seguendo le istruzioni

che diamo loro al corso. dopo tutto saranno loro a portare il suo peso

sulle spalle quando conterrà cose inutili o a trascorrere dieci minuti

sul lato del sentiero perché non trovano qualcosa che occorre loro

(e magari nemmeno c'è, ma loro non lo sanno se non hanno preparato

lo zaino da soli!) o ad avere freddo se invece mancheranno maglie

con cui coprirsi.

 

Cari aquilotti, l'anno prossimoproveremo

ad aiutarvi con un piccolo libretto di 

informazioni per ricordarvi le cose

da non scordare assolutamente!