BREVE STORIA CLUB ALPINO ITALIANO SEZ. BAVENO
Siamo nel 1861 si festeggia L'Unità d’Italia. Qualche anno dopo, l’alpinista e senatore Quintino Sella ed amici nel 1863, dopo aver scalato il Monviso, decidono di fondare Il Club Alpino Italiano. L’atto costitutivo, articolo 1, recita: "ha per iscopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza, lo studio delle montagne specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale."
Analoga situazione è avvenuta anche per la nostra sezione. Il 28 Agosto 1945 alcuni amici alpinisti, nella loro prima gita ufficiale al rifugio Marinelli Monte Rosa, decisero di fondare la Sez. CAI Baveno. Tra i firmatari Ferruccio Ferrario. La nostra sezione nasce ufficialmente il 13 Settembre 1945 per la volontà di pochi ma intrepidi Soci. Il primo presidente fu Lincio Domenico; ne seguirono altri, fra i quali Rag. Ferruccio Ferrario, Socio fondatore che gestì la Sez. per 25 anni con vero spirito alpinistico ed organizzativo. Successore Dott. Franco Movalli, in un periodo difficile di mutamenti, per 23 anni gestì la nostra sezione con grande diplomazia e rispetto per le tradizioni.
Ripercorriamo in sintesi gli avvenimenti e le realizzazioni avvenute in 78 anni dalla fondazione. Le prime riunioni avvenivano in Bar di Baveno, con grandi disagi che si avvertirono con l’aumento dei soci. Il Consiglio, con grande coraggio e il provvidenziale intervento di Ferruccio Ferrario, decise l’acquisto dell’attuale sede in via Domo 2, inaugurata nel Novembre del 1968. Una delle poche sezioni con la sede di proprietà.
Sulle pendici del Mottarone, in località Alpe Nuovo, esisteva una vecchia baita diroccata situata in una splendida zona. Grazie all’entusiasmo profuso da Movalli, si decise la ristrutturazione. Un vero miracolo di solidarietà e operosità di Soci e volontari. La bellissima baita è stata inaugurata con grande orgoglio nel Marzo 1972, a disposizione di Soci e amici. Molto accogliente, il piano terra comprende cucina, sala pranzo e bagno, mentre il primo piano ha una zona camera con 12 posti letto e illuminazione con pannelli solari.
Il Monte Zughero è la montagna che si vede da Baveno e si trova a pochi minuti dal rifugio. In vetta, un paesaggio mozzafiato fa da sfondo ad un piccolo altarino con croce. Ogni 2 giugno si celebra la nostra festa istituzionale con una S. Messa in ricordo dei Soci defunti, seguita da una degustazione in baita di polenta e quello che i volontari hanno cucinato.
Un evento alpinistico storico è stata la realizzazione della Via ferrata in onore degli scalpellini denominata Dei Picasass, inaugurata nel giugno 2016 in corrispondenza ai festeggiamenti del 70° di fondazione. Interamente gestita ed anche in parte finanziata dalla nostra sezione, è un vero fiore all’occhiello sia per il CAI che per il turismo, frequentatissima da italiani e molti stranieri. Grazie ad un finanziamento GAL, il Comune di Baveno ha ottenuto un finanziamento per la realizzazione di una variante della via ferrata dei Picasass denominata La Miccia. In questo caso si è voluto realizzare una via con elevate difficoltà tecniche riservata a esperti alpinisti. Purtroppo, a causa del periodo Covid, non si è potuto festeggiare in modo appropriato; l’inaugurazione è avvenuta il 05 giugno 2020 presso la sala Consigliare del Comune di Baveno.
La via ferrata dei Picasass è classificata poco difficile, mentre La Miccia è classificata molto difficile, riservata ad esperti alpinisti con buona preparazione atletica.
Particolare attenzione la nostra sezione dedica alle attività riguardanti i giovani. Negli anni '70, è stato vanto ed orgoglio della nostra sezione essere stata una delle prime in Italia ad organizzare le prime escursioni riservate ai giovani. L’Alpinismo Giovanile organizza ogni anno un corso di avvicinamento alla montagna, gestito e diretto da accompagnatori titolati CAI. Fra poco festeggeremo il 50° corso. Negli ultimi anni, abbiamo aggiunto uscite con le ciaspolate ed escursioni in bicicletta. Sempre per i giovani, ogni anno si organizza un corso di sci (neve permettendo).
Il Progetto CAI Scuola permette alla nostra associazione di entrare nell’ambito scolastico. Ogni anno, in collaborazione con i docenti, si organizza un’escursione con gli alunni della scuola media, durante la quale vengono trattati argomenti di vario genere riguardanti il nostro territorio.
Un’altra presenza CAI sul territorio è l’associazione EST Monte Rosa, di cui facciamo parte. Raggruppa 17 sezioni distribuite sul territorio VCO e Novara. Ogni anno, ogni sezione propone attività, escursioni, manifestazioni e corsi. I dati vengono raggruppati e stampati su un libretto, anche online, a disposizione di tutti i Soci.
Per chi vuole praticare la montagna ad un certo livello in sicurezza, si può iscrivere ai corsi che la Scuola Moriggia Combi Lanza organizza di Alpinismo, Sci Alpinismo e Arrampicata con diversi livelli di difficoltà. Fanno parte della Scuola le Sezioni di Verbania, Pallanza, Baveno, Stresa, Gravellona e Omegna.
I sentieri sono una ricchezza del nostro territorio, sia turistico che storico. Compito della nostra sezione è il mantenimento di oltre 40 km di itinerari. È un lavoro molto impegnativo e faticoso, demandato ai soliti pochi volontari.
Nei primi anni del nostro sodalizio, le attività svolte dai Soci erano prevalentemente alpinistiche. Gradualmente, si è aggiunto l’escursionismo e lo sci alpinismo. Ogni venerdì sera era prassi trovarsi presso la sede per organizzare le varie attività della domenica e commentare quello che si era fatto. Con l’avvento dei social network, internet, WhatsApp e Facebook, le modalità per organizzare e praticare la montagna sono state stravolte. Si formano gruppi per ogni tipo di attività e difficoltà. Con un semplice messaggio puoi raggiungere amici e Soci per condividere ed organizzare in pochi minuti l’escursione, l’arrampicata o lo sci. Poi, al rientro, con gli innumerevoli network e app, puoi condividere le foto, i filmati e le tracce delle escursioni.
Visto il cambiamento epocale che ormai è in atto, è obbligo porsi domande e considerazioni su quali prospettive future avrà la nostra cara Sezione di Baveno. Sono personalmente fiducioso che, trascorsa e normalizzata questa epocale trasformazione, il CAI troverà la via per diffondere il vero spirito e amore per la montagna.